Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico e rappresenta uno dei periodi più importanti per i musulmani di tutto il mondo. Durante questo mese si osserva il digiuno dall’alba al tramonto, in commemorazione della prima rivelazione del Corano al profeta Maometto.
È un tempo di profonda spiritualità, preghiera e riflessione, ma anche di condivisione e solidarietà.
I fedeli si astengono da cibo e bevande, e non solo, durante le ore diurne, la vita quotidiana rallenta e si adatta ai ritmi del digiuno.
Le giornate sono scandite dalla preghiera, dalla lettura del Corano e da gesti di generosità verso gli altri, valori che durante il Ramadan assumono un significato ancora più intenso.
Il digiuno inizia prima dell’alba dopo il pasto chiamato kheud, in lingua wolof. Al tramonto, invece, arriva il momento atteso dello ndogou, la rottura del digiuno. Tradizionalmente si comincia con datteri, acqua e caffè Touba, per poi proseguire con la preghiera e con un pasto condiviso in famiglia o con la comunità. È un momento semplice ma carico di significato, in cui il cibo diventa anche occasione di incontro e di vicinanza.
In Senegal il Ramadan è accompagnato da un’atmosfera particolare, fatta di solidarietà e tolleranza. Il paese è infatti noto per la convivenza pacifica tra le diverse confraternite sufi e le varie comunità religiose, che contribuiscono a mantenere vivo un forte spirito di collaborazione e rispetto reciproco.
Tra i protagonisti di questo periodo vi sono i Bayefall, appartenenti alla confraternita Mouride. Questo movimento religioso Sufi è conosciuto per il forte impegno nel servizio alla comunità. Durante tutto il mese di Ramadan, i Bayefall si organizzano in gruppi per preparare e distribuire gratuitamente lo ndogou nelle strade o presso le moschee, offrendo il pasto serale a chiunque ne abbia bisogno. Il loro lavoro è spesso accompagnato dai poemi scritti da Cheikh Ahmadou Bamba, fondatore della Mouridia, recitati sotto forma di canti.
Per i Bayefall la pratica del donare agli altri rappresenta molto più di un semplice gesto di solidarietà: è parte integrante del loro percorso spirituale. Il principio centrale della loro tradizione è quello di servire Dio attraverso il lavoro e la cura dell’altro. Donare cibo e prendersi cura della comunità diventa così una forma concreta di devozione, capace di rafforzare i legami sociali e lo spirito di fraternità durante il mese sacro del digiuno.
Anche i gesti più semplici assumono un valore particolare. La preparazione del cibo per lo ndogou, così come quella del caffè Touba, richiede tempo e pazienza ed è accompagnata da momenti di preghiera.
In questo contesto, l’azione dei Bayefall rappresenta un esempio concreto di come la religione possa tradursi in impegno sociale e sostegno alla comunità, contribuendo a rendere il mese del Ramadan non solo un momento di devozione personale, ma anche un’occasione per rafforzare i legami tra le persone.
Una delle molteplici frasi che si possono sentire ripetute molto spesso dai BayeFall è proprio: “privilegia le azioni più che le parole”.
Abbiamo avuto la possibilità di vivere tutto questo in prima persona: il digiuno, la preparazione dello ndogou e la sua distribuzione insieme ai Bayefall. Raccontare l’esperienza è difficile, alcune esperienze sfuggono alle parole e chiedono semplicemente di essere vissute.
Una cosa però è certa: immergersi completamente in una realtà che non si conosce è forse il modo più autentico per comprenderla.
Ed è proprio così che si esce da momenti come questi: non solo con nuovi ricordi, ma con uno sguardo un po’ più ampio e una ricchezza umana che resta.
Il testo è a cura di Andrea Macrì ed Andrea Vitale, volontari di Servizio Civile Universale con IPSIA in Senegal







