Siamo Marta, Gabriele e Alessandro e stiamo svolgendo il Servizio Civile con IPSIA in Kenya.
Vivendo e lavorando nella contea di Laikipia, abbiamo l’opportunità di osservare da vicino le dinamiche che attraversano questo territorio. Tra queste, il rapporto tra cambiamento climatico, accesso alle risorse e convivenza tra comunità rappresenta uno degli aspetti più complessi e significativi, che desideriamo mettere al centro di questo articolo.
Nel Kenya settentrionale, la contea di Laikipia è uno dei territori in cui gli effetti del cambiamento climatico si manifestano con maggiore intensità. Qui l’acqua rappresenta una risorsa vitale, ma sempre più scarsa, al centro di equilibri delicati tra comunità pastorali, agricoltori, grandi proprietà private e aree di conservazione ambientale. Le trasformazioni climatiche in corso, unite a modelli di gestione delle risorse spesso diseguali, stanno accentuando tensioni sociali e conflitti locali.
Negli ultimi anni, Laikipia ha sperimentato un aumento della frequenza e della durata delle siccità, insieme a una crescente irregolarità delle precipitazioni. Fiumi stagionali e bacini superficiali si prosciugano più rapidamente, riducendo l’accesso all’acqua per le persone e il bestiame. In risposta a questi shock climatici, molte comunità sono costrette a spostarsi verso le poche fonti ancora disponibili, aumentando la pressione su territori già fragili e rendendo più frequenti le occasioni di conflitto.
In questo contesto, il modo in cui la terra e l’acqua vengono governate assume un ruolo centrale. A Laikipia, l’espansione di grandi ranch privati e di conservancies dedicate alla conservazione della fauna e al turismo ha modificato profondamente l’accesso alle risorse naturali. In alcuni casi, queste realtà controllano infrastrutture idriche strategiche e vaste porzioni di territorio, limitando l’accesso tradizionale all’acqua e ai pascoli. Quando mancano meccanismi di condivisione equi e inclusivi, queste trasformazioni possono alimentare percezioni di esclusione e ingiustizia.
Diversi episodi di tensione sono legati alla riduzione dei flussi d’acqua a valle, alla presenza di recinzioni che ostacolano i percorsi di transumanza e a una gestione preferenziale delle risorse per attività economiche private. A queste criticità si aggiungono le difficoltà delle istituzioni locali nel prevenire e gestire i conflitti: spesso mancano risorse, strumenti di mediazione efficaci e un riconoscimento condiviso dell’autorità, elementi fondamentali per garantire una gestione sostenibile dell’acqua.
Laikipia è oggi considerata un vero e proprio hotspot, in cui cambiamento climatico, scarsità idrica e fragilità della governance si intrecciano. Gli studi mostrano una dinamica ricorrente: agli episodi di siccità seguono spostamenti forzati verso le poche risorse disponibili, che, in assenza di dialogo e coordinamento, possono rapidamente degenerare in scontri. Affrontare queste sfide significa riconoscere che i conflitti per l’acqua non sono solo una questione ambientale, ma anche sociale e politica.
Per IPSIA, lavorare in contesti come Laikipia significa promuovere approcci integrati che mettano al centro le comunità locali. Rafforzare la resilienza climatica richiede non solo interventi tecnici e infrastrutturali, ma anche il sostegno a processi di governance più equi, inclusivi e partecipativi. Solo attraverso il dialogo, la cooperazione e una gestione condivisa delle risorse naturali è possibile costruire percorsi di convivenza e sviluppo sostenibile in un territorio sempre più segnato dagli effetti del cambiamento climatico.
A livello personale, vivere e lavorare a Laikipia ci permette di osservare queste dinamiche da vicino, anche se in modo indiretto. Come volontari del Servizio Civile con IPSIA, non sperimentiamo in prima persona i conflitti legati all’accesso all’acqua o alla terra, ma ne incontriamo quotidianamente le conseguenze attraverso le attività dei progetti e le testimonianze delle comunità con cui collaboriamo. Le storie che ascoltiamo e i contesti in cui operiamo rendono evidente quanto queste tensioni incidano sulla vita delle persone, influenzando non solo i mezzi di sussistenza, ma anche le relazioni sociali e la possibilità di costruire percorsi stabili nel tempo.
Disponibile in allegato la ricerca completa di Marta Viale.







