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Il GIE Niakk Jarinu all'evento del progetto PAISIM a Dakar Il GIE Niakk Jarinu all'evento del progetto PAISIM a Dakar
20
Lug
2018

Fare impresa sociale in Senegal

Le imprese sociali selezionate e supportate nel progetto PAISIM, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, si attivano nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, della trasformazione alimentare dei prodotti locali e nella commercializzazioni di tali prodotti. Il progetto accompagna il percorso di queste microimprese rurali verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale valorizzando l’impatto sociale e il contributo allo sviluppo socio-economico delle loro comunità.

Durante il primo anno di progetto, realizzato in Senegal in collaborazione con l’ONG CISV, RE.TE, l’associazione Sunugal, la fondazione Etimos e altri partner italiani e senegalesi, è stata condotta un’analisi delle caratteristiche e dei bisogni delle 210 microimprese rurali selezionate nelle regioni di Thiès, Louga e Saint Louis. L’analisi ha permesso di mettere in luce le azioni sociali che i promotori di queste microimprese individuali o collettive  (soprattutto nella forma dei GIE Gruppi di Interesse Economico) portano avanti nei loro territori attraverso il reinvestimento dei profitti in strutture comunitarie (scuole, ambulatori, luoghi di culto) e l’offerta di servizi per i membri della microimpresa e per la comunità allargata come prestiti solidali, copertura delle spese sanitarie, acquisti collettivi di derrate alimentari per il villaggio di appartenenza. Spesso, queste imprese sociali sono gli  attori principali nella cura e salvaguardia del loro territorio portando avanti iniziative di riforestazione, pulizia e manutenzione delle campagne. Le conoscenze e le competenze acquisite sono condivise attraverso formazioni comunitarie indirizzate soprattutto ai giovani e alle donne.

Un esempio è il GIE Niakk Jarinu, avviato da Coumba Yombe Seck nel quartiere Diakhao di Thiès, che si occupa della trasformazione di cereali locali come il miglio, il mais, la manioca. Il gruppo, composto da 35 donne, dispone di un’unità di trasformazione e, oltre a offrire opportunità di formazione professionale e inserimento lavorativo alle donne del quartiere, organizza attività di sensibilizzazione e prevenzione sanitaria e prestiti solidali. Il progetto ambizioso è di finanziare l’avvio di un centro di formazione e socializzazione per giovani donne non solo nel settore della trasformazione agro-alimentare ma anche sartoria e informatica.

Non di rado, a tutte queste pratiche e azioni sociali non corrisponde una conoscenza del concetto dell’impresa sociale e un’adeguata consapevolezza sul contributo che queste azioni portano allo sviluppo comunitario. Per questa ragione, si è ritenuto necessario cominciare un percorso di riflessione con i promotori delle microimprese rurali per costruire la loro identità di imprese sociali e valorizzare le loro iniziative sul territorio. A partire da queste realtà sarà possibile sensibilizzare anche il resto della società e sollecitare un dibattito sul riconoscimento giuridico delle imprese sociali, che oggi si riconducono a diverse forme giuridiche di impresa.

210 imprese sociali messe in rete in tre regioni del Senegal possono rappresentare una massa critica e contribuire ad una seria discussione sul tema, creando ulteriori relazioni con le numerose imprese sociali già esistenti. È questo quindi il percorso iniziato dal progetto e il suo valore aggiunto.

 

 

 

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