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Alimentare lo sviluppo in Kenya: i primi sei mesi di progetto
02
Set
2015

Alimentare lo sviluppo in Kenya: i primi sei mesi di progetto

Sono ormai quasi passati sei mesi dall’avvio del programma Alimentare lo sviluppo in Kenya, attraverso un progetto cofinanziato dal Ministero Affari Esteri, dalla Provincia di Trento e dai Fondi del 5x1000 ACLI, e ci sembra giusto fermarci per alcune prime considerazioni sul lavoro svolto finora.

Si è innanzitutto costituito un forte e buon team di lavoro che seguirà lo svolgersi delle attività di progetto alla Meru Herbs, organizzazione di produttori del commercio equo controparte locale del progetto. Ora lo staff risulta così costituito: i cooperanti Enrico Marescotti (capo progetto) e Daniela Fiorito, il project manager Vincent Mutwiri, l’agronomo Evans Mungai, il logista James Murumbi e l’assistente amministrativa Anastasia Kobia. Queste ultime due persone, James e Anastasia, sono già da anni membri dello staff di Meru Herbs ed è stato loro chiesto di mettere a disposizione del progetto la loro professionalità e le loro competenze, pur rimanendo membri e parte integrante della Meru Herbs stessa.

Ad agosto si sono aggiunti al team di IPSIA presente a Meru Herbs anche due nuovi servizi civili, Giulia Dal Bello e Luca Rosso, che affiancheranno le attività del progetto, seguendo da vicino lo svolgersi del lavoro quotidiano nei diversi dipartimenti.

Per quanto riguarda le iniziative del progetto, in questi primi mesi hanno iniziato a prendere forma le attività nel settore agronomico. A giugno si è svolta la consulenza di Mirko Panichi, agronomo italiano attualmente cooperante di Celim in Albania, la cui presenza a Meru Herbs ha permesso la definizione di tutta un’importante serie di indicazioni di lavoro. Molto significativi sono stati i consigli relativi alla riqualificazione e ampliamento del terreno dimostrativo interno alla Meru Herbs, al fine di migliorarne le potenzialità produttive. L’agronomo di progetto Evans Mungai si è messo all’opera fin da subito per dar seguito a tali obiettivi di lavoro e con il supporto di tutto il dipartimento agricoltura della Meru Herbs si sta espandendo il terreno interno coltivato a camomilla, carcadè, lemongrass e alberi da frutto. Una nuova cisterna da 10.000 litri per l’immagazzinamento dell’acqua è stata installata nel terreno così da garantire la presenza di una buona riserva anche in periodi di siccità.

Da poco si è inoltre conclusa la settimana di formazione svoltasi a Meru Herbs grazie alla presenza di James Koigi, agronomo esperto responsabile dell’orto delle Missioni della Consolata di Nairobi. La sua consulenza si è focalizzata sui principi dell’agricoltura biologica e in generale su una gestione efficiente ed efficace del lavoro agricolo. Koigi ha svolto al team del dipartimento agricoltura interessanti sessioni formative relative all'installazione di una serra-semenzaio, all'ottimizzazione del consumo di acqua attraverso l’uso dell’irrigazione a goccia e al compostaggio dei rifiuti organici.

Tali sessioni formative, come detto, sono state rivolte ai membri del dipartimento agricoltura nell’ottica di un TOT (training of trainers): l’idea è cioè che coloro che in tale occasione sono stati formati diventino a loro volta formatori, favorendo una divulgazione delle conoscenze. In questo caso, l’obiettivo è quindi che lo staff del dipartimento agricoltura favorisca la diffusione delle conoscenze apprese tra i contadini della zona, facendo quindi da volano per la diffusione e la realizzazione degli obiettivi di progetto.

Infine, per quanto riguarda le altre due sfere di lavoro del progetto, quella dell’energia e dell’ecoturismo, sono in corso i primi studi di fattibilità e alcune raccolte preliminari di informazioni e preventivi al fine di definire le attività da avviare e i tempi da seguire. Anche in questi ambiti l’appoggio di esperti e consulenti esterni risulta fondamentale: nel settore energetico, ad aprile si è svolta la visita dell’ingegnere Davide Marenchino, mentre nei mesi a venire si attende la consulenza di due esperti italiani in materia di architettura e gestione di progetti di ecoturismo, contattati grazie a Celim, Ong partner del progetto.

Insomma, questo è solo l’inizio.

More and more to come!