Un laboratorio intensivo e immersivo di sette giorni per analizzare criticamente la narrazione mediatica della Rotta Balcanica, decostruire gli stereotipi e sperimentare sul campo la realtà del "Game" (il percorso di sopravvivenza dei migranti) al confine tra Bosnia ed Erzegovina e Croazia, sviluppando strumenti per una narrazione etica e consapevole.
"Cosa fai in Bosnia?". Userò questo spazio digitale e un po’ del vostro tempo per rispondere a questa domanda: per raccontarvi quello che credo sia significativo del nostro lavoro e della nostra presenza in BiH.
Esiste a Bihać uno spazio protetto per minori stranieri non accompagnati lungo la rotta balcanica.
IPSIA garantisce assistenza lungo la rotta balcanica per tutelare la dignità dei migranti. Attraverso i "Social Cafè", realizzati con Caritas, offre spazi sicuri per la socializzazione e il tempo libero
Un progetto che contribuisce allo sviluppo del turismo sostenibile in Bosnia ed Erzegovina valorizzandone le risorse culturali, storiche e naturali, generando sviluppo sostenibile e creando opportunità di lavoro per le comunità locali
Il progetto sostiene l'avvio di una "casa sicura" a Bihać, in Bosnia Erzegovina, per offrire un ambiente sicuro e protetto prima di tutto ai minori stranieri non accompagnati (MSNA)
Caritas Ambrosiana ed IPSIA ACLI, da sempre impegnate nei Balcani, e particolarmente in Bosnia ed Erzegovina, propongono 3 momenti di riflessione tra novembre 2025 e febbraio 2026 per mettere a fuoco cosa significhi oggi lavorare per costruire contesti di pace.
Quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla mia esperienza di Servizio Civile Universale in Bosnia, dopo un attimo di panico, la prima immagine che mi è venuta in mente è stata l’Una, il fiume di Bihać